Seleziona una pagina

Questa guida pratica in cui scoprirai come essere felice, davvero, nella tua professione di terapista o di terapeuta (anche se sei in un periodo in cui pensi di mollare tutto e scappare), l’ho scritta d’impulso, motivato da una ragione ben precisa.

In tutti questi anni, infatti, in cui ho lavorato con terapeuti, terapisti e trainer di ogni sorta, uno degli aspetti fondamentali, che più mi ha affascinato, è stato lo scoprire ciò che lì smuove dentro, che gli fa brillare gli occhi, ogni singolo giorno del loro impegnativo lavoro.

Vedere tutta quella dedizione in quel che fanno, è stata la molla che mi ha fatto tornare ad amare il mio lavoro di copywriter e consulente di web marketing. Perché, per essere felici, questi professionisti hanno bisogno di molto poco e, a differenza di quel che si possa pensare,  non si tratta mai dell’avere più pazienti o della parcella più alta.

Ciò che li rende davvero felici, è qualcosa di molto più profondo e che credo solo chi svolga questo mestiere possa comprendere veramente.

 

Cosa fare per tornare ad essere felici nella propria professione?

L’altro giorno, ad esempio, chiacchieravo con una cliente molto particolare.

Lei è una psicologa con moltissimi anni di esperienza alle spalle e mi ha raccontato, con occhi lucidi, di quando lei ha iniziato, dei suoi primi pazienti, dei suoi anni d’oro e di come i tempi oggi sono proprio cambiati.

Diciamo pure che questa è la tipica conversazione che ho, con il 90% dei terapeuti, terapisti, medici e manager con molti anni di esperienza alle spalle. Professionisti davvero in gamba nel fare il loro lavoro ma che, purtroppo o per fortuna, hanno vissuto una realtà commerciale molto diversa da quella attuale.

E così, ad un certo punto della conversazione, si passa dalla nostalgia dei tempi passati alla rabbia per la situazione attuale:

è colpa di questo, di quell’altro, della disinformazione, dei professionisti poco seri che screditano la categoria, dello Stato che ci massacra di tasse, etc. etc. etc.

 

Il punto è che sono davvero pochi coloro che si mettono una mano sulla coscienza per chiedersi:

“Ok. Ma io che cosa sto facendo per stare al passo con i tempi? Come e da dove devo iniziare?”

Perché vedi, in realtà, basterebbe applicare alla propria attività di terapista, di terapeuta, di medico, ma anche di libero professionista o di trainer, questi 6 semplici passi per tornare a essere felici:

 

1) Riscopri la tua vera vocazione!

Tempo fa, ho conosciuto un fisioterapista molto competente e che ama davvero il suo lavoro. Però, in quel periodo particolare della sua vita professionale, stava sperimentando un profondo stato di sconforto.

Nel centro in cui lavorava, era costretto ad avere a che fare con pazienti di tutti i tipi mentre, ragionandoci insieme, lui ha poi capito che il suo sogno è sempre stato quello di lavorare con sportivi a livello agonistico.

Inutile dirti che, nel momento in cui ha deciso di seguire questa sua VOCAZIONE, ha iniziato ad avere molta più SODDISFAZIONE personale, professionale ed anche economica.

Di casi, passati dal mio studio, potrei portarne veramente a centinaia, ma la cosa fondamentale da comprendere è che per avere più soddisfazione professionale ed essere davvero felici, la prima cosa da fare è seguire la tua VERA VOCAZIONE.

 

2) Seleziona i tuoi pazienti!

Per poter seguire la tua VERA VOCAZIONE, quindi, il secondo passo da compiere è quello di capire con quali pazienti ti piace lavorare!

Se non si fa bene questo lavoro, il resto lascia il tempo che trova. Perché è in questo punto che tu ti schiarisci davvero le idee.

Insomma il punto dove voglio arrivare è che quando ti concentri ed hai ben chiaro in mente: cosa ti piace fare? Come e con chi? Iniziano a venire da te pazienti di un certo tipo, ovvero coloro con cui a te piace avere a che fare.

 

3) Schiarisciti le idee!

Per schiarirti le idee, puoi iniziare col rispondere a queste 3 semplici ma essenziali domande, basandoti sull’esperienza acquisita in tutti questi anni di lavoro:

1) Quali sono i pazienti che ti hanno dato maggiore soddisfazione in tutti questi anni? Che problema o malattia avevano e come gliel’hai risolto?

2) Se tu potessi scegliere, oggi con che con che tipo di pazienti preferiresti lavorare? 

  •  di quali patologie o problematiche soffrono e di cosa davvero hanno bisogno quando vengono da te?
  • Sono uomini, donne, bambini, anziani, animali?
  • Se hai risposto “animali”, quali e perché?
  • Preferisci lavorare con “singoli” o fare “lavori di gruppo”?
  • Preferisci un “piccolo pubblico” o “grandi platee” per i tuoi corsi ed eventi?

3) Se tu potessi scegliere come dovrebbe essere la tua tipica giornata lavorativa?

Prova a immaginarla nei minimi dettagli: a  che ora inizi e a che ora chiudi? Che tipo di pazienti vengono da te? Quante visite fai ogni giorno? Quanto hai guadagnato a fine giornata? Quale parte del tuo lavoro faresti ogni giorno senza stancarti mai e cosa invece proprio elimineresti?

Prendi carta e penna e rispondi dettagliatamente a queste “semplici” domande.

 

So che, a causa della forma mentis che la società ci ha donato, può risultare stupido o pretenzioso per un terapeuta “idealizzare” il suo paziente e la sua giornata.

Ma credimi tutti i TERAPEUTI FELICI lo fanno e sono coloro che poi alla fine risultano essere felici davvero nella propria vita, sia privata sia lavorativa.

Questo perché hanno più soddisfazione professionale, più pazienti selezionati, più serenità (economica e mentale), e soprattutto più tempo libero.

SPERIMENTARE PER CREDERE!!!

 

 

4) Ottieni le 5 consapevolezze!

Per un brevissimo periodo della mia vita, ho avuto due bellissimi conigli nani di cui, io e la mia ex compagna, ci eravamo innamorati ad una fiera.

Si chiamavano Gioia e Noir, erano molto dolci ed era divertente vedere come il mio cane li guardava.

Purtroppo però, ce li avevano venduti già malati e nel giro di pochi giorni sono morti entrambi, senza avere neanche il tempo di portarli dal veterinario.

Parlandone con altre persone poi, una conoscente mi ha confidato che anche il suo coniglio nano era “spacciato”, ma lei è riuscita a curarlo grazie alla bravura e competenza di un veterinario che ama questi animaletti a tal punto, da aver creato un allevamento tutto suo.

 

Per lui è una vera è propria vocazione, li adora a tal punto da saperti dare sempre il consiglio giusto al momento giusto. È l’unico veterinario della zona specializzato nella cura dei conigli nani.

Nel suo studio veterinario ovviamente vanno anche proprietari di gatti, cani, uccelli, etc. ma quando si tratta di questi piccoli animaletti, nella zona, tutti consigliano di andare solo da lui.

In realtà, non c’è niente di strano se ci pensi:

“Se una persona a te cara deve fare un’operazione al cuore, lo porti dal medico di famiglia o dal più bravo chirurgo cardiologo che tu possa permetterti economicamente?”

Quindi è proprio su questo che devi assolutamente riflettere:

  • Qual è la tua vera vocazione?
  • In cosa sei molto bravo e qual è il motivo per cui vengono più frequentemente da te? Il problema più frequente che tu gli risolvi?
  • E qual è il metodo di lavoro con cui ti piace risolvere quel problema?

 

Capisco bene che ogni professione può curare diverse malattie o problematiche, ma tu devi iniziare a vederla dal punto di vista del paziente.

Se una persona inizia a soffrire di problemi alla prostata, si rivolge a un urologo, ma è molto probabile che fino ad allora non sapeva neanche dell’esistenza di questa figura medica.

Allo stesso modo, se non hai ben chiaro in mente tu quali sono i tuoi pazienti ideali, qual è quel tipo di malattia che a te da parecchia soddisfazione curare o quel tipo di corsi che a te piace organizzare, come pensi di poter attirare nel tuo studio più pazienti/clienti/partecipanti selezionati di quel tipo?

 

Esiste, in realtà, un metodo ben preciso che ti porta a capire tutto ciò. Si tratta del processo delle 5 consapevolezze e consiste nel rispondere a queste 5 domande essenziali:

  1. Che professione fai?
  2. Quali malattie puoi curare o problematiche puoi risolvere con la tua professione? Fai un elenco completo e dettagliato.
  3. Chi sono i pazienti che ti hanno dato maggiore soddisfazione in tutti questi anni? Che problema o malattia avevano e come l’avete risolto?
  4. Se tu oggi avessi la possibilità di scegliere, quali sono le tre malattie che preferiresti curare giornalmente? Quelle 3 nello specifico che ti danno parecchia soddisfazione risolvere?
  5. Per concludere, immagina che ti sia appena arrivata una nuova direttiva dall’alto: da oggi in poi, con la tua professione, puoi curare un solo tipo di malattia ed un solo tipo di paziente. Puoi decidere tu quali, in base a ciò che più ti ispira e ciò che vuoi fare nei prossimi anni della tua vita professionale. Quindi scegli: “in quale delle 3 malattie o problematiche elencate sopra vuoi specializzarti?”

 

Rispondi per grado, rispettando la numerazione, perché questo è un vero e proprio processo meditativo che ti porta a comprendere 5 consapevolezze fondamentali nella tua vita professionale, ma anche privata.

 

5) Ascolta i tuoi pazienti, non le tue seghe mentali!

Mike Gary, nutrizionista e personal trainer americano, probabilmente è stato uno tra i primi terapeuti felici della storia, ad aver sfruttato il web in modo intelligente (cosa ormai molto rara).

Ad un certo punto della sua carriera, lui ha smesso di prescrivere diete e consulenze alimentari per un semplice motivo: si è reso conto che alla gente non gliene fregava una mazza di “mangiare bene”.

Bensì la gente andava da lui perché voleva dimagrire, mettere massa o, al massimo, per risolvere i propri problemi di digestione e intolleranze.

Intuito ciò, Mike prese in mano lo strumento gratuito di ricerca di parole chiave di Google e fece una ricerca più approfondita.

Lui voleva capire:

  • che cosa davvero la gente cercava sul web?
  • Che problemi voleva risolvere?
  • E in che modo le sue competenze di nutrizionista e personal trainer potevano risolvere tali problematiche?

 

Così è nato: Abs Secret (i segreti degli addominali), un e-book che ebbe un incredibile successo, perché affronta il tema “addominali” in modo totalmente diverso, rispetto a tutti gli altri.

Interessante, non è vero?

In realtà, Mike Gary, attraverso i suoi libri e le sue consulenze, continua ancora oggi a svolgere la sua professione di nutrizionista e di personal trainer.

Lui dà comunque consigli nutrizionali (il suo mestiere), abbinati ad esercizio fisico mirato, ma il tutto finalizzato a far ottenere il risultato che il suo pubblico davvero vuole, ovvero degli “addominali scolpiti”.

Come lo stesso Mike Gary afferma:

“Non importa quale sia la tua professione, preoccupati solo di ciò che il pubblico vuole veramente e mostragli come tu puoi darglielo (attraverso le tue competenze).”

 

Fai questo esercizio, scopri cosa vogliono davvero i tuoi pazienti:

  • vai su Google Adwords: https://adwords.google.com/home/;
  • inserisci la patologia o il problema che tu puoi e vuoi risolvere (es. rimedi mal di schiena, come curare l’impotenza, etc.);
  • scopri quante persone cercano ogni mese una soluzione a tale problematica.

 

Ad esempio, anche in Italia, a quanto pare, avere degli addominali perfetti è un argomento molto più ricercato, rispetto al “mangiare sano”, lo sapevi?

 

6) Lavora meno, guadagnerai di più (Vedrai!)

Mi pare che fosse Confucio che affermava: “Se fai il lavoro che ami, non lavorerai un solo giorno della tua vita“, giusto?

Beh! Questa è una gran cavolata, una menzogna o al massimo una mezza verità mal interpretata. Infatti gli avvoltoi del web, venditori di posti in paradiso, ci hanno ricamato su centinaia e centinaia di corsi online, che recitano tutti più o meno così:

“Fai della tua passione il tuo lavoro e vivi la vita che vuoi, senza alzare un dito! Ti basta visualizzarlo e l’Universo ti accontenterà e poi si sa che se fai il lavoro che ami, non lavorerai un solo giorno della tua vita…  sti cazzi!

 

Questo è il succo del festival dei luoghi comuni che loro ti argomenteranno. Frasi che toccano il cuore, che smuovono masse di sognatori scansafatiche ma, lascia che te lo dica senza peli sulla lingua:

“Io amo e mi appassiona davvero il mio lavoro di copywriter, consulente marketing e organizzatore di eventi. Ma se passo più di 3/4 ore al giorno davanti a un pc, inizio seriamente a sclerare!”

 

D’altronde non è quello che succede anche a te nella tua vita professione di terapista, di terapeuta, di medico, di manager, di trainer?

Quando sei all’inizio, fai fatica a trovare pazienti o a riempire le aule dei tuoi corsi, poi viceversa quando inizi ad essere conosciuto, ti ritrovi con una molte talmente esagerata di lavoro, di appuntamenti e di cose da fare, da iniziare seriamente a pensare di mollare tutto e scappare.

 

Il problema non è il tuo lavoro, che in realtà ti appassiona e tu ami, bensì il modo in cui lo stai gestendo.

Devi anche comprendere che, sebbene ami la tua professione, anche se ti piace a tal punto che le ore volano mentre lavori e neanche te ne accorgi, esistono anche altre priorità nella vita.

Prova a ripensare a tutte la lista delle cose che “un giorno vorresti fare”, o a tutte quelle promesse che non hai potuto mantenere, perché non avevi soldi o come spesso accade, non avevi il tempo.

 

Per essere felici, ma veramente felici, nella propria vita e nella propria professione, bisogna raggiungere un equilibrio, bisogna: 

“Svolgere la professione che ami per il giusto compenso e con la libertà di svolgerla nel modo che più ci piace, senza compromessi di tempo o di spazio. Così davvero ti sembrerà di non lavorare un solo giorno della tua vita.”

 

La felicità e i desideri di un professionista, non sono mai uguali a quelli di un altro. Una mia ex, era una fisioterapista che è rinata quando è riuscita a passare da full time a part time. Per lei il tempo era più importante di uno stipendio alto.

Viceversa ho visto professionisti che puntano come missili dritti verso un’avanzamento di carriera e sono felici nel farlo.

Ma i miei preferiti, anche se questa è una mia opinione del tutto personale, sono coloro che hanno deciso di sfruttare il web per raggiungere la vera libertà, senza limiti di tempo, di spazio e di datori di lavoro.

Ma attenzione a non illuderti, perché nel periodo in cui deciderai di fare questo cambiamento, dovrai tener conto di due importanti verità:

  • Creare un business online che ti doni la libertà, richiede tempo. Minimo 3 mesi per avviarlo e almeno 1 anno per renderlo stabile.
  • Se davvero vuoi puntare su questo progetto, per un po’ dovrai invertire il tuo ordine di priorità. Dovrai dedicarti quasi esclusivamente a questo. Di giorno fai il tuo lavoro – perché comunque devi campare – di notte ti dedichi a ciò, nell’ottica di un futuro più libero.

 

Lo so! La vedo già la tua faccia che fa le smorfie mentre arranchi le classiche scuse:

  • eh, come faccio con la famiglia?” 
  • Mica posso rinunciare alla partita di tennis settimanale con gli amici.”
  • La sera sono troppo stanco e riesco solo a sprofondare sul divano.”
  • etc. etc. etc.

Ma come un vecchio saggio disse una volta: “è pura follia fare sempre le stesse identiche cose e aspettarsi risultati diversi” e comunque sia, la vuoi sapere una cosa davvero interessante? 

“Vuoi o non vuoi la vita è sempre in evoluzione, e se non sei al passo, ci pensa lei con grandi calci nel fondoschiena a farti cambiare (parlo per esperienza personale!)”

 

IN CONCLUSIONE

Questi sono i 6 “semplici passi” per essere felici davvero, nella tua professione di terapista, di terapeuta, di medico o di trainer.

La verità è che sono regole che valgono un po’ per qualsiasi professione e in qualsiasi settore. Ma la parola “semplici passi” non è messa tra virgolette per caso, perché tra il dire e il fare c’è di mezzo un oceano di cazzate e scuse varie che tutti noi ci raccontiamo.

Quindi dimmi: quanto ami davvero la tua professione? Qual è la parte che più ami e quale davvero vorresti eliminare? Ma soprattutto, sei pronto a cambiare ed entrare nella piccola cerchia di coloro che sono riusciti per davvero ad essere felici?

Dì la tua qui sotto nei commenti…